Economia

La Blue Economy Italiana: Un Settore in Crescita da 224,9 Miliardi di Euro

Rappresentazione della blue economy italiana

In Breve

Qual è il valore della blue economy italiana nel 2026?
La blue economy italiana raggiunge un valore di 224,9 miliardi di euro.
Quante imprese sono legate al settore della blue economy?
Nel 2026, le imprese legate al mare sono 253.599.
Qual è l'occupazione nel settore della blue economy?
Il numero di occupati nel settore è di 1,13 milioni.

La blue economy italiana ha raggiunto un valore complessivo di 224,9 miliardi di euro, rappresentando l’11,4% del Pil nazionale. Questo dato, emerso dal XIV Rapporto nazionale sull’economia del mare, redatto dall’osservatorio Ossermare in collaborazione con Centro studi Tagliacarne, Unioncamere, Informare, Camera di commercio di Frosinone Latina e Blue forum Italia network, evidenzia un trend di crescita significativo rispetto agli anni precedenti.

Il valore aggiunto diretto della blue economy è salito a 78,9 miliardi di euro, con un moltiplicatore di filiera stabile a 1,8. Rispetto alla rilevazione precedente, il valore aggiunto diretto è aumentato da 76,6 a 78,9 miliardi, mentre il valore attivato complessivo è cresciuto da 216,7 a 224,9 miliardi.

Nel 2026, le imprese legate al mare sono 253.599, con un numero di occupati che raggiunge 1,13 milioni, in aumento rispetto alle 232.841 imprese e 1,08 milioni di addetti dell’anno precedente. I dati aggiornati sulla contabilità Istat di marzo 2026 mostrano un incremento del valore aggiunto complessivo di circa 9,6 miliardi, con un valore aggiunto diretto che segna un +3,8%, rispetto al +2,1% dell’economia nazionale, corrispondente a un aumento annuo di circa 2,9 miliardi.

L’occupazione nel settore della blue economy è cresciuta del 4,2%, un tasso quasi triplo rispetto alla crescita complessiva dell’economia italiana. Sul piano territoriale, il Mezzogiorno assorbe la quota maggiore del “sistema mare”, con il 34,2% del valore aggiunto e il 39,9% dell’occupazione. Il Centro contribuisce per il 30,2% del valore aggiunto e il 29,7% dell’occupazione, mentre le incidenze più contenute si registrano nel Nordovest (18,3% del valore aggiunto e 14,4% dell’occupazione) e nel Nordest (17,3% e 16% rispettivamente).

Le regioni con la maggiore incidenza della blue economy sul sistema territoriale sono Liguria (14,4%), Sardegna (7,5%), Friuli-Venezia Giulia (7,3%), Campania (7,1%), Sicilia (7,0%) e Lazio (6,8%). Tra le province, le maggiori incidenze si riscontrano a Trieste (21,4%), Livorno (19,4%), La Spezia (17,1%), Genova (16,2%), Rimini (12,7%) e Venezia (12,3%).

Nonostante la crescita, il settore mostra una certa resilienza, ma non è immune al mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Infatti, il 65,9% delle imprese “blu” segnala difficoltà nel reperire figure con competenze adeguate, rispetto al 68,4% riscontrato per il totale dell’economia.

Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha dichiarato che l’economia del mare è diventata una leva di politica industriale, in quanto integra componenti di manifattura, logistica, turismo e infrastrutture. Giovanni Acampora, presidente di Assonautica e delle camere di commercio di Frosinone e Latina, ha sottolineato come il settore si sia affermato come un sistema economico integrato capace di generare valore per l’intera nazione, grazie anche al contributo del sistema camerale.

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Redazione AtlanteMercati.