Economia

La Commissione Europea multa Alphabet per 890 milioni per violazioni del Digital Markets Act

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In Breve

Perché la Commissione Europea ha multato Alphabet?
La Commissione Europea ha multato Alphabet per un totale di 890 milioni di euro per violazioni del Digital Markets Act, in particolare per pratiche anticoncorrenziali nei risultati di ricerca e nel Google Play Store.
Qual è l'importo della multa inflitta ad Alphabet?
La multa inflitta ad Alphabet ammonta a 890 milioni di euro, suddivisa in 460 milioni per pratiche di favore nei risultati di ricerca e 430 milioni per politiche restrittive del Google Play Store.
Quali sono le implicazioni del Digital Markets Act?
Il Digital Markets Act impone obblighi alle piattaforme gatekeeper per garantire concorrenza e libertà di scelta, con sanzioni che possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale.

La Commissione Europea ha recentemente sanzionato Alphabet, la società madre di Google, con una multa complessiva di 890 milioni di euro per violazioni del Digital Markets Act. Questa decisione segna un passo importante nella lotta dell’Unione Europea contro le pratiche commerciali scorrette delle grandi piattaforme tecnologiche.

Le sanzioni sono state suddivise in due provvedimenti distinti: 460 milioni di euro sono stati inflitti per il trattamento di favore riservato da Google ai propri servizi nei risultati di ricerca. Prodotti come Google Shopping, Google Hotels e Google Flights sono stati ritenuti avvantaggiati rispetto ai concorrenti, creando una situazione di disparità nel mercato.

In aggiunta, la Commissione ha multato Alphabet per 430 milioni di euro a causa delle politiche restrittive del Google Play Store. Queste politiche impedivano agli sviluppatori Android di indirizzare gli utenti verso sistemi di pagamento alternativi e di promuovere offerte esterne allo store, limitando così la libertà di scelta degli utenti.

Bruxelles ha imposto ad Alphabet un termine di 60 giorni per adeguare le proprie pratiche. Il gigante tecnologico dovrà garantire un trattamento equo e non discriminatorio dei servizi di terze parti nei risultati di ricerca e consentire agli sviluppatori di informare liberamente gli utenti sulle offerte disponibili al di fuori dell’ecosistema Google.

Questa decisione segue un procedimento avviato oltre due anni fa. A marzo 2025, era stata pubblicata una valutazione preliminare sulle presunte violazioni, e Google aveva presentato delle proposte di adeguamento, ottenendo una proroga a maggio 2026. Tuttavia, la Commissione ha giudicato tali proposte insufficienti.

Il Digital Markets Act è un regolamento europeo che impone obblighi specifici alle piattaforme ritenute gatekeeper, con l’obiettivo di favorire la concorrenza e garantire la libertà di scelta per i consumatori. Le violazioni possono comportare sanzioni fino al 10% del fatturato annuo globale. Nel 2025, Google ha registrato ricavi per circa 400 miliardi di dollari, il che porta la sanzione massima teorica a circa 40 miliardi di dollari.

Questa multa rappresenta un importante precedente per la regolamentazione delle grandi piattaforme digitali in Europa, sottolineando l’impegno dell’Unione Europea nel garantire un mercato più equo e competitivo.

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redazione

Redazione AtlanteMercati.