Innovazione

La Crescita dei Robot Fisici e la Sfida della Condivisione dei Dati

Robot e droni in azione

In Breve

Qual è la previsione per la flotta di droni entro il 2029?
Si prevede che la flotta commerciale di droni aumenterà a circa 1,18 milioni di velivoli.
Quali sono i principali dati generati dai robot?
I robot generano dati come immagini, letture dei sensori, telemetria e log operativi.
Qual è la percentuale di traffico web generato da macchine?
Le macchine hanno superato il 57% del traffico web globale.

La diffusione delle macchine autonome, come droni e robot industriali, sta trasformando il panorama tecnologico in città, industrie e servizi. Secondo le stime della Federal Aviation Administration, la flotta commerciale di droni passerà da circa 966.000 velivoli a fine 2024 a circa 1,18 milioni entro il 2029. Nel 2024, si prevedevano circa 4,66 milioni di robot industriali attivi nel mondo, con circa 500.000 unità installate solo nell’anno in corso.

Ogni veicolo autonomo o robot genera enormi volumi di dati, che includono immagini, letture dei sensori, telemetria e log operativi. Questi dispositivi non solo producono dati, ma necessitano anche di ricevere informazioni vitali come mappe, aggiornamenti software e modelli di intelligenza artificiale. In questo contesto, i robot nei depositi e nei punti di servizio si trasformano in veri e propri hub di dati, con picchi di traffico quando si recano per ricarica o manutenzione.

Quando il trasferimento dei dati richiede più tempo delle operazioni di ricarica, le reti di comunicazione possono diventare colli di bottiglia operativi. È interessante notare che, nel 2026, la rimozione fisica dei dati tramite dischi rigidi è ancora una pratica comune, in quanto in alcuni casi risulta essere il metodo più rapido per trasferire grandi quantità di informazioni.

Le analisi recenti evidenziano una crescita esponenziale del traffico generato da dispositivi non umani. A giugno, le macchine hanno superato il 57% del traffico web globale, e si prevede che questo trend continui a crescere nei prossimi anni. I modelli di apprendimento condiviso dimostrano che le competenze apprese da un robot possono essere trasferite su piattaforme diverse, trasformando l’esperienza da locale a patrimonio condiviso della flotta.

Per rispondere alla crescente domanda di connettività, si stanno proponendo soluzioni stratificate. Sebbene la fibra ottica rimanga fondamentale, non è sempre praticabile. Le comunicazioni ottiche wireless, ad esempio, possono offrire capacità paragonabili alla fibra, raggiungendo velocità fino a 20 Gbps su distanze di 20 km in condizioni ottimali. Tuttavia, queste soluzioni presentano limiti legati alla visibilità e alle condizioni meteorologiche, e devono essere integrate con percorsi RF per garantire alta disponibilità.

L’evoluzione tecnologica verso sistemi a beam steering solid-state e fotonica su silicio promette riduzioni di dimensione e costo, ma la sfida principale resta di natura infrastrutturale. Oltre a fornire energia, le reti devono anche supportare l’esperienza dei robot per garantire la scalabilità operativa delle flotte autonome.

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redazione

Redazione AtlanteMercati.