Economia

Generazioni al lavoro: come gestire la pluralità anagrafica in azienda

Generazioni al lavoro a Bologna

In Breve

Qual è il tema centrale dell'evento 'Generazioni al lavoro'?
La gestione della pluralità generazionale in azienda.
Chi sono alcuni dei relatori presenti all'evento?
Paolo Sestito, Elena Bonetti, Ciro Cafiero e Claudio Lucifora.
Quali strumenti vengono utilizzati per gestire la pluralità generazionale?
Mentoring, lavoro agile e politiche di welfare.

Il 7 ottobre, il museo Palazzo Pepoli di Bologna ha ospitato la seconda tappa del roadshow “Generazioni al lavoro”, parte dell’iniziativa “Cultura di Impresa 2026 – Valori che creano valore”, promossa da 4.Manager in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Questo incontro ha messo in luce le sfide e le opportunità legate alla gestione della pluralità generazionale nelle aziende italiane.

Il tema centrale del dibattito è stato il fenomeno della compresenza di lavoratori di diverse età, esperienze e aspettative, un aspetto sempre più rilevante a causa del calo demografico e dell’allungamento della vita professionale. Questi cambiamenti richiedono una revisione dei modelli organizzativi e delle strategie di sviluppo delle competenze, così come degli stili di leadership.

Durante l’evento, esperti e manager hanno discusso di politiche di age management e pratiche di active ageing, puntando sulla valorizzazione sia delle popolazioni junior che senior. L’obiettivo è trasformare la pluralità generazionale in una leva di innovazione e competitività per le imprese.

Tra i relatori, hanno partecipato figure di spicco come Paolo Sestito della Banca d’Italia, Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica, il giuslavorista Ciro Cafiero e l’economista Claudio Lucifora. Rappresentanti di aziende come Philip Morris Italia, Essay Group e Fastweb+Vodafone hanno condiviso le loro esperienze e strategie.

I dati presentati durante il dibattito evidenziano una realtà complessa: gli under 30 rappresentano il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 sono il 9,9%. Inoltre, l’81,2% delle imprese ha adottato almeno un intervento per attrarre, inserire o trattenere i giovani, e il 77,1% ha messo in campo azioni per la gestione dei lavoratori più anziani.

Tra gli strumenti più diffusi per favorire l’integrazione intergenerazionale ci sono il mentoring e l’affiancamento. Per i giovani, le aziende offrono lavoro agile, iniziative di welfare e forme di flessibilità, mentre per i senior, le misure si concentrano sulla gestione del passaggio generazionale e sulla preservazione delle competenze aziendali.

Francesca Mazzolari, durante il suo intervento, ha sottolineato che la sfida organizzativa rappresenta un’opportunità per le aziende. Se gestita correttamente, la pluralità generazionale può portare a un apprendimento reciproco, alla continuità del sapere e a uno sviluppo sostenibile.

In conclusione, il confronto di Bologna ha evidenziato l’importanza di ripensare le strategie aziendali per affrontare le sfide della pluralità generazionale, trasformando le differenze in un valore aggiunto per il futuro delle imprese.

Autore

redazione

Redazione AtlanteMercati.