In Breve
- Qual è la causa dell'interruzione del servizio Docmail?
- L'interruzione è causata da un problema su un server isolato utilizzato da un unico cliente.
- Da quando è attiva l'interruzione del servizio?
- L'interruzione è iniziata il 2 settembre 2026.
- Quante aziende utilizzano Docmail?
- Docmail è utilizzato da circa 30.000 aziende, inclusi alcuni trust NHS.
Docmail, un servizio postale cloud impiegato da circa 30.000 aziende nel Regno Unito, compresi alcuni trust NHS, sta affrontando un’interruzione significativa che dura ormai da cinque giorni. La situazione è iniziata il 2 settembre 2026, quando i clienti hanno cominciato a segnalare tempi di elaborazione più lenti del normale.
Il servizio, gestito dalla società CFH, è fondamentale per la stampa e la spedizione di comunicazioni importanti, inclusi invii massivi e singoli ai pazienti da parte di studi medici, dentisti, farmacie e ottici. Secondo CFH, oltre il 75% degli studi medici nel Regno Unito utilizza Docmail per le proprie necessità di corrispondenza.
L’interruzione ha portato a ritardi e alla mancata consegna di lettere cruciali, tra cui comunicazioni relative ad appuntamenti sanitari e corrispondenza da enti locali. Inizialmente, il servizio è stato messo offline per “manutenzione essenziale” il 2 settembre, ma la situazione è peggiorata nei giorni successivi.
Il 4 settembre, CFH ha comunicato che il problema era legato a un server isolato utilizzato da un unico cliente. La società ha deciso di sospendere volontariamente la piattaforma per consentire indagini approfondite. Attualmente, CFH sta collaborando con consulenti esterni per risolvere la questione, ma la pagina di stato del servizio non è stata aggiornata dal 4 settembre ed è ancora contrassegnata come “incidente irrisolto”.
CFH ha assicurato che la risoluzione del problema è una priorità e che ulteriori aggiornamenti saranno forniti non appena saranno disponibili nuove informazioni. La situazione ha sollevato preoccupazioni tra le aziende che dipendono da Docmail per le loro comunicazioni quotidiane, evidenziando la vulnerabilità dei servizi cloud in situazioni di emergenza.
