In Breve
- Qual è l'obiettivo del piano casa dell'Emilia-Romagna?
- Riqualificare 5.000 alloggi pubblici in cinque anni.
- Quanto è il budget totale del piano?
- Il budget totale è di 300 milioni di euro.
- A chi è rivolto il piano?
- A nuclei familiari con ISEE tra 8.000 e 35.000 euro.
La Regione Emilia-Romagna ha ufficialmente avviato un ambizioso piano casa del valore di 300 milioni di euro, con l’obiettivo di riqualificare e mettere a disposizione 5.000 alloggi di edilizia pubblica nei prossimi cinque anni. Questo progetto, che prevede sia la ristrutturazione di immobili esistenti che la costruzione di nuove unità abitative, si propone di affrontare l’emergenza abitativa nella regione.
Il piano è finanziato attraverso un mix di risorse: 50 milioni di euro provengono dal bilancio regionale, altri 50 milioni sono stati riprogrammati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), e infine, un mutuo della Banca europea per gli investimenti (BEI) fornisce un plafond di 200 milioni di euro con una durata di trent’anni.
Le prime operazioni di questo piano sono previste per settembre, subito dopo la firma delle convenzioni con i comuni. Le prime case ristrutturate dovrebbero essere assegnate tra la fine dell’anno e l’inizio di gennaio 2027. L’utilizzo del prestito BEI è atteso per gennaio, quando i flussi di cassa generati dai canoni di affitto saranno sufficienti a coprire le rate di rimborso.
Il piano si rivolge a nuclei familiari con un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) compreso tra 8.000 e 35.000 euro. È previsto che la spesa per l’affitto non superi il 20% del reddito netto, con un canone medio stimato di circa 350 euro al mese per un appartamento di 70 metri quadrati. In cambio del finanziamento per i lavori di ristrutturazione, i comuni si impegnano a cedere per 30 anni i canoni di affitto degli alloggi ristrutturati.
Questi alloggi popolari (Erp) ristrutturati saranno convertiti in edilizia residenziale sociale (Ers), destinata a famiglie che si trovano nella cosiddetta “fascia grigia”, ovvero quelle che non soddisfano i requisiti per accedere a case popolari ma che non possono sostenere affitti di mercato.
Nei mesi scorsi, i comuni sono stati invitati a manifestare interesse per interventi su alloggi Erp con costi di ristrutturazione superiori a 25.000 euro, immobili che necessitano di riqualificazione energetica e aree o edifici da rigenerare, come ex uffici o scuole inutilizzate. Dalle manifestazioni di interesse sono emerse segnalazioni significative, in particolare da Reggio Emilia e Ferrara, con oltre 200 richieste ciascuna, permettendo la creazione di una banca dati regionale degli alloggi pubblici “dormienti” non affittati.
Nonostante le risorse messe a disposizione, la dotazione non è sufficiente per soddisfare tutte le richieste dei comuni. Per questo motivo, la Regione ha pubblicato un secondo bando per verificare il reale interesse delle famiglie a prendere in affitto gli alloggi ristrutturati, associando ogni casa a un futuro inquilino. I lavori inizieranno solo dopo il versamento della caparra da parte del futuro occupante.
In settembre, è previsto l’avvio dei lavori su 1.100 immobili ex-Erp già assegnati ad altrettanti inquilini. La seconda parte del piano sarà dedicata alla realizzazione di nuove case popolari (Ers), coinvolgendo investitori privati e in combinazione con il piano casa nazionale e l’intervento di Invimit per la valorizzazione e rigenerazione del patrimonio pubblico. A livello nazionale, è stato annunciato un bando da 700 milioni di euro, con la ripartizione regionale ancora da definire.
