In Breve
- Cosa significa trattare i dati come un asset?
- Significa riconoscere i dati come beni strategici da gestire con regole chiare.
- Quali sono le quattro questioni fondamentali da considerare?
- Definizione del perimetro informativo, diritti di utilizzo, responsabilità di gestione e meccanismi di verifica.
- Come può un Data Asset Register facilitare le transazioni?
- Fornisce una rappresentazione uniforme dei dati, riducendo l'attrito nelle transazioni.
Un innovativo framework sviluppato sull’Isola di Man sta per rivoluzionare il modo in cui le organizzazioni considerano e gestiscono i dati. Questo approccio mira a creare una base statutaria che consenta di riconoscere i dati come asset definiti e governati, con un registro operativo attualmente in fase di attuazione.
Trattare i dati come un asset richiede di affrontare quattro questioni fondamentali: innanzitutto, è essenziale definire con precisione il perimetro dell’insieme informativo. Questo implica chiarire quali informazioni vengono raccolte, il periodo di riferimento, le fonti da cui provengono e i metodi di produzione. In secondo luogo, è necessario stabilire chi ha il diritto di utilizzare questi dati e con quali limitazioni. Terzo, occorre identificare il soggetto responsabile della gestione dei dati. Infine, è fondamentale implementare un meccanismo che consenta a terzi di verificare lo stato di assurance senza avere accesso diretto ai dati sottostanti.
Il valore commerciale dei dati non dipende solo dal contenuto informativo, ma anche dalle regole che ne disciplinano l’uso. Aspetti come la provenienza, i permessi, i requisiti di qualità e i vincoli sono spesso distribuiti tra contratti, policy e registri interni, e devono essere collegati in modo coerente all’asset. Il Data Asset Register previsto dal framework rappresenta un passo fondamentale in questo processo. Esso registra l’identità dell’asset, la provenienza, i diritti, le autorizzazioni, le responsabilità e i metodi di verifica, senza conservare il dataset sottostante. L’obiettivo è fornire una rappresentazione uniforme che riduca l’attrito nelle transazioni basate sui dati.
Questa maggiore certezza non genera valore ex novo, ma facilita la valutazione, la licenza, la condivisione, il finanziamento e lo sviluppo di prodotti data-driven. Rende più agevole la verifica per investitori, finanziatori o licenziatari, che spesso si trovano a dover ricostruire la provenienza e i diritti da documenti frammentati. Con l’aumento della domanda di dati di qualità e del controllo sul loro utilizzo, le organizzazioni che dimostrano chiaramente cosa possiedono, da dove provengono, quali diritti vi si applicano e come sono governati saranno in una posizione migliore per sfruttarne il valore.
