Economia

Crisi dell’olio d’oliva: oltre 200mila tonnellate invendute in Puglia e Calabria

Giacenze di olio d'oliva in Italia

In Breve

Qual è la situazione attuale dell'olio d'oliva in Italia?
Oltre 200mila tonnellate di olio d'oliva sono invendute, con Puglia e Calabria che chiedono stato di crisi.
Quali misure sono state proposte per affrontare la crisi?
Sono state proposte misure come l'attivazione di un bando per indigenti e la riattivazione dell'aiuto allo stoccaggio privato.
Come stanno reagendo le istituzioni?
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy è disponibile a trattare la crisi nei tavoli agroindustriali.

L’industria dell’olio d’oliva italiano si trova ad affrontare una crisi senza precedenti, con giacenze invendute che superano le 200mila tonnellate. Queste scorte, accumulate tra frantoi e cooperative, sono rimaste immagazzinate dall’inizio del 2025, nella speranza di una ripresa dei prezzi che, purtroppo, non si è concretizzata.

Le conseguenze di questa situazione si fanno sentire in modo particolare in Puglia e Calabria, regioni che rappresentano oltre la metà della produzione nazionale di olio d’oliva. In risposta a questa emergenza, i rappresentanti di queste due regioni hanno presentato una richiesta di stato di crisi al ministero dell’Agricoltura, evidenziando la necessità di interventi immediati.

La maggior parte delle giacenze è detenuta da frantoi, piccole imprese artigiane che non rientrano sotto la giurisdizione diretta del ministero dell’Agricoltura. Di conseguenza, il ministero ha contattato il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il quale ha manifestato disponibilità a discutere la crisi nei tavoli agroindustriali.

Coldiretti, l’organizzazione degli agricoltori, ha richiesto l’attivazione di un bando per destinare partite di olio extravergine agli indigenti, un’iniziativa che potrebbe alleviare la pressione su un settore già in difficoltà. Il sottosegretario con delega al settore, Patrizio La Pietra, ha confermato che si sta lavorando per implementare questa misura nel minor tempo possibile.

Tommaso Loiodice, presidente dell’Unapol, ha descritto la situazione come «davvero difficile». Ha sottolineato che, mentre lo scorso anno i frantoiani acquistavano l’olio a prezzi compresi tra 7 e 8 euro al chilo, oggi le quotazioni si attestano tra i 4 e i 4,5 euro. Questo calo dei prezzi, combinato con l’aumento dei costi di gasolio e fertilizzanti, sta mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle aziende del settore.

Tra le misure proposte per affrontare la crisi vi è la riattivazione dell’aiuto allo stoccaggio privato, utilizzando i fondi dell’Ocm olio destinati ai piani operativi, che ammontano a circa 34 milioni di euro all’anno. Inoltre, è fondamentale un maggiore lavoro sulla filiera, con il coinvolgimento della grande distribuzione e iniziative di valorizzazione del prodotto.

Loiodice ha anche contestato le rappresentazioni del comparto come caratterizzato da frodi diffuse, sottolineando che la stragrande maggioranza degli operatori rispetta le regole e lavora con serietà. È essenziale, quindi, che le istituzioni e il mercato riconoscano il valore e la qualità dell’olio d’oliva italiano, per garantire un futuro sostenibile a questo importante settore.

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Redazione AtlanteMercati.